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Siing Magazine Vol. 4 la rivista che parla di canto

canto volume 4

Siing Magazine Vol. 4 la rivista che parla di canto

Solos Media sposa lo strumento canto

Oggi 14 Dicembre 2021 nasce Solos Media ed in contemporanea esce online il quarto numero di Siing Magazine. Qui di seguito riportiamo l’editoriale di Albert Hera, ideatore di questo progetto unico.

 

E con questo quarto editoriale, siamo arrivati alla fine del primo anno di pubblicazioni di Siing Magazine, raggiungendo l’obiettivo prefissato di entrare nell’editoria on-line riguardante il canto.
Ritengo fondamentale ringraziare subito chi ha creduto in questo progetto, a partire dai numerosi abbonati che con e-mail e commenti personali hanno alimentato le discussioni sui diversi temi affrontati nella rivista e tutti gli autori che hanno contribuito alla scrittura di questi quattro numeri.

Insieme abbiamo cercato di portare la parola canto all’interno di varie sezioni per far comprendere che si tratta di uno strumento non solo performativo ma utile anche al miglioramento della società e di come lei vive insieme al canto e con esso si trasforma. Tra gli autori un grazie lo rivolgo a Barbara Bergomi, che ha creduto nell’idea e l’ha supportata nella parte progettuale e gestionale; insieme a lei sono diverse le donne che hanno collaborato, dando alla rivista una decisa impronta a carattere femminile.

Oggi voglio puntare l’attenzione proprio sull’importanza della figura femminile che credo abbia permesso di costruire all’interno di Siing Magazine, la capacità di essere attenta, di essere molto forte nella ricerca del particolare e nell’innovazione.
In questi quattro numeri abbiamo parlato anche della persona transgender e non binaria, dando forza alla capacità di parlare di canto e di realtà senza nessun tipo di integrazione o di inclusione, con molta semplicità e soprattutto con la volontà, secondo me fondamentale, di considerare la persona oltre alla dimensione del genere. E qui il canto ci insegna molto: ci insegna a rispettare, a viverci il mistero, ci insegna ad accogliere il diverso e ad abbracciarlo, insegna a mettersi in relazione per poterci comprendere, diventando un ponte di comunicazione tra le persone di qualsiasi genere, di qualsiasi etnia, di qualsiasi forma o provenienza.

Il canto assume un valore “ecumenico” dove è presente quella spiritualità che accomuna tutti, che è l’espressione della voce, l’espressione di uno strumento che rende l’uomo libero di comunicare e capace di tirare fuori il meglio di sé. Il canto è uno strumento che permette di rendere le persone più belle, più forti, più trasparenti, al punto che, come dico sempre, è impossibile che una terra abitata dal canto possa creare guerre.

Concludo dicendo che il canto vive in ognuno di noi senza principi elitari e permette ad ognuno di noi di assaporare la bellezza di un’arte che non è solo primordiale ma è anche misteriosa.

Ci vediamo il prossimo anno con altre novità e tanta voglia di cantare e di esprimerci nel canto.

Albert Hera

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