Leggi Siing Magazine Vol.7

Editoriale:

LA PAURA FA NOVANTA

Paura di perdere la voce? Paura di non essere all’altezza? Paura…PAURA?
Domande, che per un periodo della mia vita hanno assillato e condizionato il mio modo di esprimermi nel canto, alimentando così all’interno del mio suono un’amplificazione del «parassita Paura» che, in un certo senso, rischiava di diventare nel tempo, padrone del suono stesso.
Come scacciare questo parassita? Quali stratagemmi usare per sconfiggerlo?
Caro lettore, in realtà penso sia impossibile sconfiggere completamente la Paura, ma posso dirti che, se la mente o la tua forma mentis, trovano un equilibrio, il numero novanta diminuisce moltissimo, al punto da non interferire più in modo significativo nel tuo cammino vocale.

Come ricercare soluzioni o strategie atte a sedare questo ospite indesiderato?
Partendo dalla mia esperienza come facilitatore dell’apprendimento nel canto, ho notato che, come primo passo, la cosa essenziale è strutturare la parte della didattica generale, in modo tale che l’apprendimento si fondi prima di tutto sulla comprensione della nostra risorsa, per rafforzare la volontà di trasformare la «mancanza» in una sorta di stimolatore didattico e non in un detonatore di paure dell’apprendimento.
Riguardo questo argomento, ti consiglio vivamente la lettura del libro “Fuori di testa. Quando la scuola uccide la creatività” del grande Sir Ken Robinson, il quale ha cambiato moltissimo la mia prospettiva di facilitazione dell’apprendimento, aiutandomi a comprendere ed osservare «paesaggi» in cui la mia attenzione non era presente.
Bene, quindi basta trovare una giusta strada dell’apprendimento per sedare la paura? Secondo me no. Abbiamo bisogno di ulteriori ingredienti, come la disciplina del piacere e la comprensione che il canto è anche un dono che si amplifica all’interno di un atto espressivo artistico.
Ho quindi concluso che la Paura nel canto cresce in noi ogni giorno se viviamo il nostro cammino osservando solo ciò che ci fa sentire incapaci e per certi versi vuoti.
Ampliare il campo di osservazione e cominciare a vedere che ci sono moltissimi colori nei luoghi sonori che frequentiamo, potrebbe aiutarci a sedare un fantasma che, tutto sommato, ora mi fa quasi tenerezza e compassione.
Rimaniamo cantori-neonati perché in questo genoma non vi è paura, ma solo bellezza e voglia di scoprirci giorno per giorno nel canto, uno strumento di trasformazione sociale.

Albert Hera

Indice:

Pag. 3 – Editoriale
Pag. 6 – Almanacco
Pag. 8 – Perchè oggi ti parlo del canto Joik?
Pag. 10 – Conosciamo di più Silvia Biferale
Pag. 13 – IN PRIMO PIANO
Pag. 14 – Incontriamo Giancarlo Genise
Pag. 21 – SCIENZA
Pag. 22 – XYZ: generazioni e fruizione della musica
Pag. 27 – Canto e dolori cervicali: quale relazione?
Pag. 31 – PROFILI
Pag. 32 – L’Ateliê de voz di Renata Gelamo
Pag. 37 – Esprimere attraverso la voce il suono silenzioso delle immagini interne
Pag. 45 – Maria Malibran, la Voce al servizio del Teatro
Pag. 49 – Healing Voice: Kriztina Nemeth
Pag. 59 – SOCIETÀ
Pag. 60 – Un violador en tu camino
Pag. 65 – Dall’omicidio alle torture armoniche: la strana vita di Carlo Gesualdo da Venosa
Pag. 73 – La critica vocale come attività interpretativa
Pag. 77 – Il canto come arte della scena
Pag. 83 – Natale a Parigi
Pag. 87 – DIDATTICA
Pag. 88 – Il respiro è scultura
Pag. 93 – Guida Galattica per cantautori disperati
Pag. 99 – Io l’ho insegnato, ma loro non l’hanno imparato
Pag. 103 – Voce e Ritmo
Pag. 108 – Aforismi della Voce
Pag. 112 – Studiare il canto nel Centro Artistico Internazionale Roy Hart
Pag. 117 – La profonda ricerca del rapporto tra musica e identità artistica
Pag. 120 – Bocca di rosa e la Scuola Genovese
Pag. 122 – Voce e Poesia
Pag. 123 – Voce e Immagine

 

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