Leggi Siing Magazine Vol.5

Editoriale:

Voglio aprire l’editoriale di questo secondo anno di Siing Magazine con un pensiero che in questi giorni mi ha portato a riflettere e a determinare un cambio di energia personale a fronte di un oggettività, ovvero quella di un canto uniformato, un canto espresso e per certi versi ricercato ma, allo stesso tempo, che cade nella volontà di inseguire la parola che tutti noi conosciamo come “globalizzazione”.


Ognuno ha in mente il proprio canto libero, il proprio modo di pensare al canto come mezzo di comunicazione che ci porta in uno stato di grande libertà, in un luogo dove le emozioni vivono libere di volare dappertutto.

Oggi «sentendo una radio-tv musicale» blasonata, mi sono reso conto che il modo di sentire, che va ben oltre l’ascoltare, è praticamente narcotizzato: in 60 minuti la musica era confezionata in immagini, numeri, colori che per certi versi davano la sembianza di prodotti diversi ma che, in fin dei conti, erano similmente uguali. Gran parte del «mercato vocale» insegue la «numerologia sonora», cioè numeri su numeri, fans su fans, like su like e per finire selfie su selfie, tutti pronti ad immortalare il dio del Canto che però non si fa più vedere: è forse morto?
 No. Care lettrici e cari lettori, il canto è ancora vivo, sta semplicemente cambiando strada, vuole preparare il momento giusto per trovare il suo vero spazio. 


Unicità, solitudine cooperativa, silenzio fuori dai palchi, dai luoghi dove il successo non è il suo luogo; vuole riprendersi le corti, vuole ritornare ad essere strumento di coesione sociale, di essenza vitale per chi ne vuole esserne parte.
 Siing Magazine vuole infatti essere questo, un luogo magico, visionario dove poter delineare un cammino che non definirei alternativo od unico, ma sicuramente libero, dove il pensiero non appartiene a nessuna fazione, né di destra né di sinistra, né in alto né in basso, dove la parola canto si prende lo spazio di poter stare dove vuole, nella rubrica di scienza oppure in un angolo sperduto di una società a noi sconosciuta.
 E allora io spero che queste parole semplici, ma allo stesso tempo forti, possano alimentare in voi che leggete questa rivista, una voglia di portare la vostra dote, la vostra voce in luoghi dove non è presente alcun tipo di suono…

Albert Hera

Indice:

Pag. 3 – Editoriale
Pag. 6 – Almanacco
Pag. 09 – IN PRIMO PIANO
Pag. 10 – Vita da polistrumentista: Giulio Carmassi
Pag. 19 – SCIENZA
Pag. 20 – Siamo fatti d’acqua
Pag. 26 – Storia della vocologia
Pag. 31 – Trame e intrecci di musica voce e psicologia
Pag. 37 – Sindrome della gamba corta e voce
Pag. 41 – PROFILI
Pag. 43 – Giulio Leone: la muta paradossa, amore a prima vista
Pag. 47 – Elza Soares: “voglio che il mio grido abbia un’eco”
Pag. 52 – Didattica del canto nello spettro di genere
Pag. 56 – Valentina Giovanini, creatura nuda della musica
Pag. 61 – SOCIETÀ
Pag. 62 – Il canto come espressione musicale vocale del sapere sociale
Pag. 67 – Ganggangsullae
Pag. 71 – Aspetti vocali nella polifonia medioevale e rinascimentale
Pag. 76 – La lettura drammaturgica degli intervalli melodici
Pag. 85 – Amore perenne
Pag. 89 – DIDATTICA
Pag. 90 – La voce percussiva
Pag. 93 – I gesti della voce
Pag. 96 – Il controtenore nel Terzo Millennio
Pag. 100 – Pluralità di voce per la voce bambina
Pag. 108 – Lo strumento voce e lo studio etnografico comparativo
Pag. 113 – Da Broadway al West End, dal Musical Comedy all’Opera Pop: un viaggio nell’affascinante mondo del Musical Theatre
Pag. 118 – Melina
Pag. 120 – Voce e Poesia
Pag. 121 – Voce e Immagine

 

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